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Antonino Iacona

Ginecologo

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Brca1 e Brca2

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Brca1 e Brca2: una ricerca italiana spiega perché i due geni predispongono al tumore
 
Un team di ricercatori dell’Ifom ha scoperto il funzionamento dei geni coinvolti nei tumori della mammella e dell’ovaio e ricostruito il meccanismo che scatena il cancro. Da questa ricerca potrebbero nascere nuove terapie.
Per chi vuole saperne di più (ma potete saltare questi due ( e ) paragrafi e leggerli dopo)
 
BRCA2 (dall'inglese Breast Cancer Type 2 susceptibility protein, proteina di suscettibilità al cancro della mammella tipo 2) è una proteina che negli esseri umani è codificata dal gene BRCA2.
BRCA2 appartiene alla famiglia dei geni oncosoppressori e il suo prodotto genico è coinvolto nella riparazione dei tratti cromosomici danneggiati, con un ruolo importante nella riparazione degli errori e delle rotture nel doppio filamento di DNA.
Il gene BRCA2 è situato sul braccio lungo (q) del cromosoma 13, nella posizione 12.3 (13q12.3), dalla coppia di basi 31,787,616 alla coppia 31,871,804.
BRCA1 è un gene oncosoppressore che codifica per una proteina, denominata proteina di suscettibilità al cancro della mammella tipo 1 (dall'inglese Breast Cancer Type 1 susceptibility protein), che interviene nel controllo del ciclo cellulare.
Il ciclo cellulare è un meccanismo piuttosto complesso che richiede diversi meccanismi di controllo in diversi punti. Questi due geni intervengono nella regolazione del sito chiamato G2 cioè controllano le modalità con cui avviene il ciclo cellulare prima della mitosi.
Se BRCA1 o BRCA2 sono mutati viene perso il controllo del ciclo cellulare. La cellula quindi potrà dare origine a cellule figlie con mutazioni del DNA: questo significa suscettibilità alla formazione di neoplasie.
Mutazioni di BRCA sono frequenti nel carcinoma mammario pertanto vengono utilizzate come biomarker e sussidio alla diagnosi della neoplasia.
POI PERÒ LEGGETELI :) (Mi rivolgo ai miei colleghi medici) :)
▼ Gli scienziati li tengono sotto osservazione dagli anni Novanta, ma la loro notorietà tra i non esperti è arrivata in tempi più recenti con la ben nota vicenda di Angelina Jolie. Stiamo parlando dei geni Brca1 e Brca2, coinvolti non solamente nei tumori femminili della mammella e dell’ovaio, ma anche in quelli maschili della prostata o in malattie ancora difficilmente curabili come il cancro del pancreas e del polmone. Un nuovo studio pubblicato su Molecular Cell aggiunge un importante tassello alla conoscenza di questi due geni con la scoperta del meccanismo del loro funzionamento.
La ricerca, sostenuta da finanziamenti di Airc, Erc e Fondazione Armenise-Harvard, si è svolta nel laboratorio dell’Ifom diretto da Vincenzo Costanzo.
Tutto è cominciato nel 2010 quando Costanzo comprese per la prima volta il ruolo della proteina RAD51: proteggere il Dna dagli enzimi che normalmente lo degradano come la proteina Mre11.
Ebbene, a distanza di sette anni, un altro attore è entrato in scena con un ruolo altrettanto importante. Il gene Brca2 è stato riconosciuto come il regolatore principale dell’attività di protezione di RAD51 nei confronti di Mre11.
«Brca2 – spiega Costanzo – promuove la formazione di una guaina di protezione formata da tante molecole di RAD51 che si dispongono a spirale intorno al filamento di Dna. Questo previene l’attacco di enzimi degradativi come Mre11, che in assenza di tale guaina distruggono il Dna appena sintetizzato».
Grazie a potenti microscopi elettronici, gli scienziati sono riusciti a osservare per la prima volta al mondo la struttura del Dna in assenza del Brca2, riuscendo così a ricostruire il processo che predispone al tumore: in assenza del gene Brca2, Mre11 viene lasciato libero di degradare liberamente il Dna, creando delle lesioni della doppia elica, dei veri e propri buchi poi malamente riparati da altri geni. Gli errori che si accumulano nella sequenza del Dna predispongono alla formazione dei tumori.
«Questi studi – aggiunge Costanzo – hanno quindi permesso anche di comprendere che l’inibizione di Mre11 potrebbe prevenire l’insorgenza di queste lesioni e della loro successiva degenerazione che predispone ai tumori. Non solo: i risultati ci consentono anche di capire come funzionano i farmaci che si stanno sperimentando nel tumore della mammella e ovaio, i cosiddetti inibitori di Parp che sfruttano la debolezza intrinseca delle cellule tumorali che non hanno Brca, prevenendone la riparazione e quindi inducendo la morte delle cellule che accumulano tali lesioni».

Foto Angelina Jolie
Studio medico dr. Antonino Iacona. Ginecologo,Via Rodolfo Morandi, 8, 45030 Santa Maria Maddalena - Rovigo, Italia
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